Black Friday: qual è la sua origine? E perché il colore nero?

Il venerdì nero o meglio il Black Friday è l’ennesima consuetudine importata dagli USA dove, il venerdì dopo il Giorno del Ringraziamento, i negozi offrono super sconti per lo shopping di Natale.

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Black Friday… In queste ore non si parla d’altro. Ma vi siete mai chiesti l’origine di questa “ricorrenza”? E perché si fa riferimento al colore nero? Questo speciale venerdì viene l’indomani del giorno del Ringraziamento (la festa che si celebra il quarto giovedì di novembre negli Usa e in Canada) ed è la data in cui, secondo una tradizione che si è consolidata negli anni Sessanta, i negozianti americani propongono sconti speciali per incentivare lo shopping e dare il via alle spese natalizie.

PERCHÉ PROPRIO “NERO”? Perché all’epoca i registri contabili dei negozianti si compilavano a penna, usando inchiostro rosso per i conti in perdita e quello nero per i conti in attivo. E nel venerdì dopo il ringraziamento, grazie a queste promozioni, i conti finivano decisamente in nero.

UN’ALTRA TEORIA. Secondo un’altra tesi, l’origine del nome è meno poetica. Il “nero” sarebbe causato dal traffico sulle strade e dalla congestione nei negozi, provocata da migliaia di americani attirati da sconti – validi soltanto quel giorno – anche dell’80 per cento. La prima volta che se ne parlò, sembra essere stato nel 1961 quando a Philadelphia il venerdì dopo il Ringraziamento fu davvero trafficato. I colori simbolo e le loro storie

PREVISIONI ECONOMICHE. Il Black Friday è visto da diversi analisti finanziari come un indicatore statistico della propensione ai consumi e alla spesa negli Stati Uniti. È l’inizio ufficiale dello shopping natalizio e può essere utilizzato come parametro per stimare l’andamento di tutta la stagione natalizia. Il venerdì nero è così importante che alcune grandi catene anticipano i loro saldi anche nel giorno del Ringraziamento.

Black Friday in Italia

L’Italia accoglie relativamente tardi il Black Friday: della giornata di grandi promozioni non si parla effettivamente per lungo tempo, almeno fino all’avvento degli eCommerce. Il commercio online è il primo a recepire l’importanza del Black Friday e ad attivarsi con diverse strategie di marketing per aumentare le vendite a ridosso del Natale. L’aumento delle vendite è palpabile e immediato, tanto da spingere, con qualche anno di ritardo, anche gli stessi negozi fisici ad approfittare del “venerdì nero” per risollevare i guadagni con sconti della durata di un giorno.

Ad oggi il Black Friday in Italia è diventato irrinunciabile. In attesa della prossima giornata di promozioni, gli italiani si stanno infatti preparando sia per il commercio online che per gli acquisti nei negozi.

Un recente studio di Piucodicisconto ha rivelato che tra il 2016 e il 2018 il volume di ricerca online della parola Black Friday è aumentato di oltre il 50%, e quest’anno è atteso un ulteriore incremento di oltre il 20%. L’interesse è, quindi, davvero molto alto, con circa il 91% del campione intervistato che afferma di essere pronto a fare compere spendendo tra i 200€ e i 500€ nella maggior parte dei casi.

GLI ALTRI GIORNI DELLO SHOPPING. Esite anche un Cyber Monday (lunedì cibernetico): cade il primo lunedì successivo al Black Friday e viene dedicato agli sconti sui negozi online, sebbene ormai anche questi ultimi dedichino ai loro utenti offerte lampo durante il venerdì nero.

Negli ultimi anni, per favorire oltremodo i consumi, il Black Friday si è trasformato nella settima del Black Friday, con sconti e offerte speciali che si trascinano lungo tutta la settimana precedente.

Articolo tratto da Focus

Roll Up: come progettarlo

Il Roll Up è un espositore avvolgibile in grado di garantire visibilità e ottimizzare al meglio la vostra comunicazione. Per la sua notevole diffusione, ad oggi risulta la soluzione più economica e pratica in fatto di espositori personalizzabili.

La sua praticità è ulteriormente sottolineata dalla semplicità con cui si può sostituire la stampa ogni qualvolta se ne ha l’esigenza.

Roll Up

Facilmente da montare, lo si può posizionare ovunque: ufficio, punto vendita, stand fieristici, eventi o manifestazioni. Tutte situazioni al chiuso ma qualora avessi necessità di installarlo in esterno, ti consigliamo la versione ad hoc per questo impiego.

Un aspetto molto importante, che può fare la differenza, la cura dell’impostazione grafica e la disposizione degli elementi sia immagini che testi. Bisogna trovare il giusto equilibrio per la grandezza e la tipologia dei font così da renderlo graficamente efficace e comunicativo.

Per la realizzazione grafica, ti proponiamo alcune soluzioni. La più ovvia ma nel contempo la più efficace, affidare il progetto ad un grafico professionista, ciò comporterà un costo ma avrete senz’altro maggiori garanzie sul risultato finale.

Se invece non riuscite a tenere a bada la vostra creatività avrete la possibilità di utilizzare dei programmi di grafica gratis da reperire facilmente sul web oltre ai layout e template pronti per essere scaricati e personalizzati. 

Va precisato, comunque, che un buon template non è garanzia di successo se la comunicazione non è in linea con il messaggio che vogliamo dare della nostra azienda o del nostro prodotto.

Affidarsi ad un professionista in questo caso non è da considerare un costo, ma un’investimento.

Vi diamo adesso qualche consiglio sulla scelta del prodotto.

Come dicevamo poche righe sopra è importante conoscere prima il posizionamento della struttura espositiva perchè ciò determinerà la scelta del prodotto.

Esistono strutture destinate esclusivamente agli spazi indoor (al chiuso), altre che, per peculiarità tecniche, possono essere utilizzate in ambiente outdoor (all’aperto), esistono poi quelli bifacciali cioè fronte/retro, e quelli cosiddetti “big” (150 e 200 cm) che superano di gran lunga le dimensioni standard (85 e 100 cm).

I Roll Up dalle dimensioni standard vanno posizionati avendo cura della loro visibilità, cosi come quelli nel formato “big” anche se questi ultimi, sempre più spesso, vengono utilizzati come fondali.

Come progettare un Roll Up

Il primo consiglio che vi diamo: l’immediatezza del messaggio. La comunicazione deve essere semplice, diretta, attraente, con tutti gli elementi necessari a a rendere la comunicazione completa. Senza trascurare la qualità delle immagini e la saturazione dei colori.

Testi troppo lunghi: no!!! Solo lo stretto indispensabile. Poche sono le persone che si soffermano a leggere un “Roll Up”;

Gli elementi grafici debbono avere un consecutività e un loro respiro pertanto è buona cosa distanziarli e differirli con segni grafici e colori differenti (senza eccedere). Un piccolo consiglio: utilizzare non più di 2/3 colori utilizzando, dello stesso colore, le varianti che scaturiscono dall’utilizzo delle percentuale di tonalità.

Utilizzate immagini ad alta risoluzione, se non se ne hanno di proprie è possibile reperirle sul web su alcuni siti che danno la possibilità di scaricare immagini a titolo totalmente gratuito. In questi casi bisogna citare semplicemente la fonte. Assicurarsi, che basti ciò, dando uno uno sguardo veloce ai termini di utilizzo.

Esistono anche siti dove è possibile scaricare immagini in alta definizione a pagamento. In base alla risoluzione scelta avremo costi più o meno alti. In ogni caso solo immagini di qualità.

Per quanto riguarda il colore, cercate di lavorare nella modalità CMYK, anche se non avrete un monitor calibrato, lavorando in questa modalità eviterete brutte sorprese sul risultato di stampa. Vi ricordiamo che la modalità RGB è un linguaggio colore utilizzato dagli schermi e pertanto non destinato alla stampa.

Differenza CMYK e RGB
I due metodi messi a confronto. A sinistra il colore “lavorato” in RGB.
A destra lo stesso colore stampato con la conversione in CMYK.

In ultimo, non dimenticate di inserire tutti quei riferimenti che portano al vostro sito web, al vostro e-commerce, alle vostre pagine social.

Detto ciò, non ci resta che augurarvi buona comunicazione.

Storia, praticità e utilizzo del volantino.

Volantini A5

Vi siete mai chiesti da dove proviene l’utilizzo dei volantini? Oggi vi diamo qualche notizia.

In articolo precedente abbiamo parlato della creazione e la stampa del volantino, oggi ne vogliamo tracciare un po’ la storia.

Il volantino è un prodotto pubblicitario, spesso distribuito porta a porta, che serve ad informare i consumatori di un determinato prodotto, evento, idea, progetto, oggetto.

La stampa dei volantini è utilizzata spesso per promuovere l’inaugurazione di un’attività commerciale oppure le offerte in corso, o per divulgare informazioni che riguardano sagre, feste, concerti, attività culturali. Utilizzato anche da agenzie agenzie immobiliari,  case automobilistiche, negozi di mobili, supermercati, ecc. 

La storia del volantino narra che uno dei più famosi utilizzi avvenne in occasione del volo su Vienna di una squadriglia dell’aviazione italiana capeggiata da Gabriele D’Annunzio che il 9 agosto 1918 lanciò sulla città circa 50.000 volantini.

Il volantino lanciato a Vienna nel 1908.

In passato, come ora, nonostante l’avvento di nuove tecnologie ed internet, si fa ancora largo uso del volantino a scopo pubblicitario.
L’uso propagandistico del volantino era già presente nell’800, soprattutto in ambito politico. All’interno di manifestazioni teatrali dalle logge superiori alla platea, spesso venivano lanciati volantini Negli anni ’60-’70 con la diffusione di piccoli gruppi politici il volantino trova il suo culmine di utilizzo.

Perché il volantinaggio sia considerato legale, occorre fare una distinzione  tra volantinaggio a mano (hand to hand) ed in cassetta postale (door to door).

Mentre il volantinaggio a mano non è ottemperante con alcune ordinanze comunali, il volantinaggio in cassetta postale rientra in quella che può essere considerata posta non indirizzata, lecita quindi secondo tutte le leggi.

Attenzione: il volantinaggio sulle automobili è vietato in quasi tutti i comuni d’Italia.

Ma tornando alla storia del volantino, non possiamo dimenticare quanto abbia cambiato la storia d’Europa. Qualcuno sostiene che persino le famose 95 Tesi di Lutero non sono altro che un volantino attaccato alla porta di una chiesa, in Germania.

Addirittura, alcuni immagini di volantini sono entrati a far parte della storia, ne è un esempio per tutti  Alphonse Mucha, artista moravo operante a Parigi alla fine dell’Ottocento, autore di tante di quelle illustrazioni Art Nouveau che sono entrate nell’immaginario collettivo.

Che dire poi del successo planetario dei Beatles grazie ai volantini… ed è nell’Inghilterra e negli Stati Uniti degli Anni Sessanta che i volantini assumono il layout che ancora mantengono.

Come sempre… buona comunicazione.

Offset, digitale. Trova la differenza.

Oggi le macchine dedicate alla produzione di prodotti stampati si dividono, sostanzialmente, in due categorie che differiscono fra di loro per tecnologia utilizzata per imprimere il foglio di carta.

Questa infatti è la divisione principale tra le macchine che generalmente operano in una grande o media tipografia.

Di seguito vedremo le principali differenza fra le due diverse tipologie.

Queste due tecnologie si avvicinano sempre di più. Oggi quasi non distinguiamo più la differenza fra un prodotto stampato in digitale oppure in offset. La stampa offset è nata prima della stampa digitale ma sempre di più assistiamo ad una “contaminazione” di quest’ultima nei confronti della più “antica”.

Andiamo per ordine.

Stampa offset

La tecnologia offset è ancora oggi il tipo di stampa più diffuso nell’industria tipografica.

Detta anche stampa indiretta, l’immagine viene creata su una lastra, da qui viene trasferita su un supporto di caucciù e per ultimo sul foglio di carta.

La stampa offset si avvale di un meccanismo composto da tre cilindri. Sel primo cilindro viene montata una lastra di alluminio. Su questa lastra abbiamo incisa l’immagine che vogliamo stampare (uno dei colori che compongono la quadricromia). Il secondo cilindro è rivestito con una gomma di caucciù e riceve l’immagine dalla matrice che verrà poi trasferita sul foglio di carta. Il foglio scorre quindi tra il cilindrò di caucciù e un terzo cilindro che ha il compito di favorire la corretta stampa dell’immagine. Sopra la matrice troviamo i calami che possono essere a comando manuale oppure elettronico. Attraverso essi l’operatore agisce sull’inchiostrazione così a poter regolare, anche se minimamente, l’erogazione del colore ed influire quindi sulle cromie.

Le moderne macchine offset sono composte da moduli in numero variabile. Ogni singolo modulo è dedicato ad un colore della quadricromia. quando il foglio di carta attraversera tutti e quattro i moduli, in uscita avremo il foglio stampato in maniera definitiva.

Alcune macchine hanno uscita alcuni nobilitazioni in linea: verniciatura UV oppure lamierino metallico.

Stampa digitale

Stampa digitale è un concetto tecnologicamente molto più moderno rispetto alla stampa offset.

Essa si divide in due macrocategorie: inkjet e laser. In entrambi i casi l’immagine è elaborata digitalmente e impressa sulla carta attraverso due processi differenti.

Attraverso cariche elettrostatiche generate da un laser oppure da led viene formata l’immagine su un cilindro. Come per la stampa offset, uno per colore. Il foglio di carta attraverserà tutti e quattro i rulli (unità immagine) in ultimo attraverserà un quinto cilindro (fusore) che provederà, con il calore, a fondere il toner sulla carta.

La stampa digitale fa la sua apparizione alla fine degli anni Novanta. Il livello tecnologico raggiunto nel giro di pochi anni ha fatto si che il mondo della stampa subisse un enorme impennata moltiplicando il numero di fogli stampati  per anno.

Vantaggli e svantaggi

Ora che abbiamo descritto le due tecnologie possiamo ai vantaggi e gli svantaggi delle due tecniche di stampa.

La stampa offset ha lo svantaggio che necessita di una matrice esterna. Questo, oltre ad essere un costo in termini fisici rappresenta una spesa in termini di tempo dedicato alla sostituzione della lastra. Anche se moderne macchine offset hanno notevolmente ridotto i tempi di sostituzione.

Dato che nella stampa digitale, la matrice è interna alla macchina ed è realizzata elettricamente, si ha la possibilità di stampare anche solo una copia del prodotto.

In definitiva possiamo dire che in termini di convenienza l’offset risulta essere tale nelle lunghe tirature poichè i costi di avviamento vengono ammortizzati su un numero maggiore di copie. Il digitale, che mantiene un costo copia costante indipendentemente dal numero di copie, risulta essere quindi più conveniente per le basse tirature.

Con le caratteristiche della stampa digitale e l’invenzione di nuovi software oggi è possibile stampare numerose copie dello stesso prodotto ma personalizzato con i cosiddetti dati variabili. Ciò rende la comunicazione ancora più efficace.

Cosa ci riserva il futuro? Lo scopriremo nei prossimi anni.

L’evoluzione della stampa

Il mondo della stampa, oggi, ha raggiunto un notevole progresso tecnico, evoluzione che ha influenzato il mondo dell’editoria, della grafica e della stampa, destinata alla fruizione da parte di tutta l’umanità. Tutto ciò è stato reso possibile grazie a persone che con il loro intuito e la loro genialità hanno dato vita a forti innovazioni.

Eccone alcuni.

Johannes Gutenberg

Il primo innovatore, addirittura considerato l’inventore della stampa è: Johannes Gutenberg. Nasce nel 1400 a Magonza, città tedesca.

Considerato il padre della stampa, oltre ad aver introdotto i caratteri mobili, Gutenberg realizza tre innovazioni che ne decretano la diffusione della stampa:

– produce caratteri mobili in gran quantità tramite una matrice;

– utilizza inchiostri a base olio, più duraturi, invece che quelli a base acqua;

– realizza la prima pressa per la stampa.

Il primo libro stampato, la Bibbia, venne realizzato in 180 copie. Oggi ce ne sono pervenuti solo 49 esemplari.

Nonostante abbia inventato una delle tecnologie più importanti al mondo e sia attualmente considerato uno dei personaggi più influenti al mondo, Gutenberg ebbe parecchi guai finanziari durante la sua vita, rimanendo spesso senza provvigioni. Solo poco prima di morire, gli fu riconosciuto il successo meritato tanto che l’arcivescovo Adolfo di Nassau provvederà ad erogargli una rendita.

Aldo Manuzio

A Gutenberg dobbiamo l’invenzione della stampa la stampa, ma se oggi i libri hanno questo aspetto lo dobbiamo alle innovazioni apportate da Aldo Manuzio. È lui l’inventore delle cosiddette Aldine, un formato di libro stampato tra gli ultimi anni del Quattrocento e i primi del Cinquecento.

Le Aldine sono considerate i primi libri pratici ed economici. Nello stampare questi libri, Manuzio utilizzò la tecnica della stampa in ottavo. Essa consiste nello stampare un grande foglio che successivamente verrà piegato più volte su sé stesso, fino a raggiungere otto fogli più piccoli. Si ottiene così la famosa segnatura. Le segnature venivano poi rilegate insieme fino a formare il libro vero e proprio.

Il principale scopo di questa tecnica è quello di risparmiare carta e di diminuire i tempi di produzione così da ottenere i libri più economici così da darne una diffusione più ampia. Per avere un idea dei costi del tempo, i primi libri realizzati da Gutenberg avevano un costo pari a tre anni di stipendio di un lavoratore semplice. Al Manuzio dobbiamo anche l’invenzione del carattere corsivo, che a parità di superficie stampata permetteva di inserire più testo rispetto al carattere gotico.

Claude Garamond

Siamo sempre nel Cinquecento e parliamo di Claude Garamond sicuramente uno dei personaggi più influenti nel mondo della stampa.

Garamond è considerato un innovatore perchè fu uno dei primi a forinitore di caratteri mobili ottenuti per fusione come servizio specifico per il mondo della stampa, tanto che i suoi caratteri diventarono tra i più richiesti. Fu nel 1531 che realizzò il primo carattere “romano” che andò a sostituire il carattere gotico utilizzato fino a quel momento.

L’infulenza di Claude Garamond, è stata notevole se pensiamo che il carattere che porta il suo nome,  il Garamond, ispirato ai caratteri da lui realizzati, è uno dei font oggi più utilizzati nel settore dell’editoria e della grafica in genere.

Gianbattista Bodoni

In Italia, nel periodo tra il settecento e l’ottocento operò Gianbattista Bodoni, tipografo e stampatore italiano realizzò un font che prenderà il suo nome.

Il Bodoni ha sicuramente cambiato la storia della tipografia e influenzato la creazione tipografica nei secoli a venire. Creato attorno al 1798, questo font è considerato il primo carattere moderno grazie a due sue particolari caratteristiche: l’asciuttezza e la semplicità. Partendo dal font Baskerville, Giambattista Bodoni creò un carattere che esprimeva un contrasto netto tra le aste (alcune sottili, altre più spesse). Cambiò inoltre la forma alle grazie, che divennero perpendicolari e non curve come quelle rinascimentali.

Gary Starkweather

Lo sapete bene, oggi la stampa è disponibile in ogni casa grazie alle stampanti collegate ai vostri PC. Può sembrare scontato, ma è stata una rivoluzione. Tutto è iniziato con l’avvento delle stampanti laser negli anni Ottanta, ma la storia comincia oltre un decennio prima e ha un protagonista: il ricercatore Gary Starkweather e l’azienda per cui lavorava, la Xerox.

Gary Starkweather è un fisico e alla Xerox inizia a sperimentare la tecnologia laser per le fotocopiatrici. Poi ha un’idea: perché non utilizzare il laser per stampare una matrice generata da un computer?

È il 1971 quando Starkweather inizia a lavorare a questa idea. Il risultato fu la Xerox 9700, la prima stampante laser commerciale introdotta nel mercato nel 1977. Nel 1981 esce poi la prima stampante laser per gli uffici. Mentre la prima stampante laser che fa il boom di vendite portando la stampa in moltissime case è la Hewlett Packard Laser Jet 8 ppm.

Conclusioni

Abbiamo toccato le tappe salienti che ci hanno portato all’odierno mondo della stampa e degli stampatori. L’avvento della stampa digitale, l’invenzione di nuovi inchiostri e nuove tecnologie di stampa assieme ad internet hanno reso la stampa e la comunicazione alla portata di tutti.

Lèggere… rende le persone leggère.

Amiamo i libri.

Non solo perchè li stampiamo ma perché ci piace leggerli, ce ne piace la forma e la struttura. Questo interessante articolo apparso su Orizzonte Scuola  e segnalato da Libri in Musica fa un attenta analisi del livello di “consumo” editoriale che avviene Italia.

Noi vi invitiamo a leggere perché lèggere… rende le persone leggère.

La povertà può essere anche educativa. A studiare questo livello ha pensato una ricerca della Fondazione Openpolis che ha voluto sondare quale fosse il livello di lettura fra i minori in età compresa tra i 6 e i 18 anni.

Stando a quanto riportato dall’agenzia Ansa, meno della metà dei bambini e ragazzi italiani del campione considerato ha letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi.

Durante il 2016 a leggere almeno un libro nel corso dell’anno precedente era stato meno della metà. Infatti il rimanente 52,8% non aveva sfogliato alcun testo ad esclusione di quelli scolastici. Nel corso del 2017 però la tendenza sembra aver invertito un po’ la rotta che però andrà verificata anche negli anni successivi.

Anche i dati Istat menzionati dall’Ansa confermerebbero la scarsa propensione alla lettura. Dal 2010, il calo di lettura è stato comune a tutte le fasce di età dei bambini, sebbene in misura diversa.

In ogni caso, una famiglia su 10 non possiede libri in casa. Anche qui si registra una tendenza al ribasso costante negli ultimi venti anni. Dalle ricerche su questo argomento, il dato che emerge è quello di una familiarità in questa abitudine: i figli di genitori lettori sono portati (in due terzi dei casi) a leggere e solo una minoranza dei figli di non lettori è in controtendenza con l’abitudine dei genitori.

Infatti è del 30,8 la percentuale di lettori tra i figli di genitori che non leggono, mentre sono il 66,9% tra i ragazzi nati in famiglie dove sia la madre che il padre leggono. Esaminando il campione a livello territoriale, invece, risulta che i minori tra i 6 e i 17 anni che non leggono sono meno di un terzo nella provincia autonoma di Trento, mentre superano il 70% in Sicilia. In tre grandi regioni del mezzogiorno, la già citata Sicilia, la Campania e la Calabria, più di 2 bambini e adolescenti su 3 non hanno letto libri nell’ultimo anno. Anche altre regioni del centro-sud, come Puglia, Molise e Lazio hanno una quota di non lettori superiore alla media italiana. I dati, che risalgono al 2016, sono stati aggiornati a fine ottobre 2018.

La carta, le rotative, i giornali…

I giornali. Ogni giorno li sfogliamo, ne tocchiamo la consistenza, inebriamo le narici con il loro particolare odore. Ma come e dove nascono due fra i maggiori quotidiani nazionali?

Lo scopriremo leggendo questo bellissimo articolo tratto da www.stampamedia.net

Trentamila tonnellate di carta all’anno, circa 30 mila giornali prodotti in un’ora da ogni rotativa, 160 mila Corriere della Sera e circa 100 mila Gazzetta dello Sport in una notte.

Sono solo alcuni dei numeri del centro di produzione Rcs di Pessano con Bornago, un piccolo Comune a meno di venti chilometri a nord-est di Milano. È fra le mura di questo stabilimento che ogni giorno vengono stampati i quotidiani della casa editrice fondata agli inizi del Novecento da Angelo Rizzoli (l’azienda venne registrata nel 1911 con il nome A. Rizzoli & C.) e diventata gruppo editoriale col nome di Rizzoli-Corriere della Sera nel corso degli anni.

Lo stabilimento di Pessano è stato costruito alla fine degli anni Ottanta; nel 1991 vennero smantellate le macchine in via Solferino a Milano (dove però rimase e si trova tutt’ora la redazione del Corriere della sera) e la stampa si spostò nel comune dell’hinterland milanese, con una produzione che da allora costituisce all’incirca la metà di quella nazionale dei quotidiani del gruppo editoriale (che in Italia conta in tutto sei poli, dei quali tre di proprietà di Rcs). Oltre al Corriere e alla Gazzetta (e ai loro inserti e dorsi) vengono stampati in tirature più basse anche il Messaggero e il Manifesto.

Si stampa su carta riciclata bianca o rosa da 42 gr, che diventano i 48,8 della carta “migliorata” (più spessa, più bianca) di alcuni inserti settimanali come l’Economia o la Lettura. Le bobine arrivano dall’estero, da Paesi come Scandinavia e Spagna. «La carta rosa per la Gazzetta non è facile da trovare: le cartiere, per poterla tingere, devono interrompere la loro ordinaria produzione di carta bianca perché le macchine si sporcano di rosa e poi devono spendere altro tempo perché tornino a essere pulite e pronte per il lavoro quotidiano», spiega Paolo Tedesco, responsabile delle tecnologie Rcs quotidiani, che ha fatto da Cicerone per il Poligrafico negli immensi spazi dello stabilimento di Pessano (a questo link il video). Un colore, il rosa, che accompagna il giornale sportivo dal 2 gennaio 1899: secondo quanto racconta la stessa Gazzetta, venne scelto «pare per motivi economici, anche se la versione ufficiale racconta di una scelta fatta dai lettori in una delle primissime indagini di mercato. La stampa su quel colore era comunque meno cara di quanto sarebbe servito per sbiancare la carta».

Nello stabilimento di Pessano sono presenti e in funzione sei rotative KBA Commander, delle quali quattro a 96 pagine, una da 80 e una da 64 pagine di formato 350×500 mm (ridotta a 350×470) e 310×450 mm, che stampano tutte contro fibra. Il personale del centro di produzione di Pessano lavora sostanzialmente su turni che cominciano la sera.

È solo a partire dalla mezzanotte, però, che il rumore delle macchine satura l’aria e che si stendono parole e immagini su metri di carta.

Sulle nostre tracce

Siamo nati nel settembre 2003. Da allora siamo sempre stati attenti alle innovazioni oltre a cercare di migliorare la qualità del servizio.

La nostra prima sede è stata Villafrati per poi, nel 2006, spostarci a Ciminna.

Tutto quello che è stato realizzato fino ad adesso lo abbiamo fatto, semplicemente, con il nostro lavoro ed è il frutto di scelte oculate e mirate. Naturalmente errori ne sono stati fatti ma da ciò abbiamo sempre imparato qualcosa e ne abbiamo tratto esperienza.

Quando inaugurammo la nostra prima sede potevamo contare soltanto su un computer e una Xerox 1632. La primavera successiva acquistammo un plotter da intaglio SummaCut D60 e una tagliarisme manuale.

Erano gli albori della stampa digitale in piccolo formato senza l’utilizzo di olii e quindi un conseguente innalzamento del livello qualitativo delle stampe, la stampa digitale si avvicinava sempre di più alla stampa offset.

Fin da subito, la risposta del pubblico fu notevole, stampavamo etichette a foglio, libri, manuali, locandine, inviti, personalizzavamo automezzi e vetrine, in un certo senso avevamo reso la stampa e la comunicazione, almeno per quel che riguardava quell’ambito territoriale, alla portata di tutti.

Per motivi di spazio e di logistica nel 2006 ci trasferimmo nella sede di Ciminna, lì triplicammo gli spazi e acquistammo nuove attrezzature: un plotter solvente HP 8000s con luce da 160 cm, un tagliacarta luce 65 e sostituimmo la nostra 1632 con oltre un milione di copie con una più moderna Xerox 242. Oltre ad una Xerox 5645 e una Phaser 8560 con toner a cera per la stampa di qualità su carte martellate.

Nella sede di Ciminna cominciò a delinearsi la nostra identità aziendale, sempre più ci occupammo di piccola editoria, di etichette e di partecipazioni nozze. Quest’ultimo settore, oggi, è stato ampliato con nuovi prodotti e nuovi servizi.

Nel 2014, ancora una volta siamo stati “costretti” a cambiare sede e anche qui oltre ad avere ampliato i nostri spazi abbiamo rinnovato e ampliato il nostro parco macchine. oggi la nostra azienda può contare su:

– Xerox Versant 80 con finiture;

– iCube 2 con tecnologia Memjet,  per la stampa digitale di etichette in bobina;

– Fustellatore digitale per etichette in bobina;

– Sistema di nobilitazione (oro, argento e metal) per etichette in bobina;

– Plotter HP Latex per la stampa di grande formato;

– Calandra a caldo e freddo luce 160 cm;

– Cucipiega;

– Plastificatrice luce 35 cm;

– Cordonatore automatico luce 35 cm;

– Traforatore automatico

Entro il 2019 amplieremo il nostro parco macchine con:

– Plotter in piano UV-LED;

– Fustellatore digitale in piano;

– Brossuratrice Hot Melt evolution

– Sistema la nobilitazione di stampa a foglio (oro, argento, metal, UV rilievo, effetto vernice UV);

Oggi siamo in grado di soddisfare gran parte delle esigenze di stampa della nostra clientela dal biglietto da visita particolare alla tesi di laurea fino al libro o al manifesto anche se i nostri ambiti di specializzazione sono: il settore delle etichette con consulenza sia per la veste grafica che per la normativa vigente; la piccola editoria con il servizio di generazione del codice ISBN, e il settore wedding con la creazione di un immagine coordinata personalizzata e lavorazioni particolari.

Nel percorso che ci ha portati fin qui ci ha guidati sempre la passione. Passione per le sfida, per l’innovazione, per la stampa e naturalmente per la soddisfazione della nostra clientela.